Green Economy: c'è chi ne parla, e chi la fa (da 20 anni)

Di "Green Economy" si fa un gran parlare, ma siamo sicuri di sapere davvero su quali pilastri si basa questo modello economico? Quando le aziende produttrici di beni e servizi possono fregiarsi del titolo di vassalli della "Green Economy"? E quando, invece, il greenwashing è in agguato?

  

"Modello teorico di sviluppo economico che prende in considerazione l’attività produttiva valutandone sia i benefici derivanti dalla crescita, sia l’impatto ambientale provocato dall’attività di trasformazione delle materie prime. In particolare la g. e. è una forma economica in cui gli investimenti pubblici e privati ​​mirano a ridurre le emissioni di carbonio e l'inquinamento, ad aumentare l'efficienza energetica e delle risorse, a evitare la perdita di biodiversità e conservare l’ecosistema." 

  

La definizione di "green economy" proposta dalla Treccani è chiara e lascia pochi dubbi sulla natura di questo modello economico. Secondo i teorici della green economy, bisogna sviluppare un modello che tenga conto dell'impatto ambientale di tutte le attività produttive, in particolar modo alla quantità di CO2 emessa. 

In questo senso, uno dei pilastri della green economy è la circolarità: il principio secondo il quale i rifiuti delle produzioni e del consumo debbano essere riutilizzati più e più volte, ri-diventando a loro volta materie prime per ulteriori produzioni. 

Leggi anche: Circularity: quanto è circolare l'economia della tua azienda?

  

  

Attenzione al greenwashing


Ma c'è una minaccia in agguato: quella del greenwashing, o "ecologismo di facciata". Quante volte ci imbattiamo in aziende o realtà che si fregiano del titolo di "green", che propongono campagne di marketing dall'impronta apparentemente sostenibile, quando nella realtà dei fatti quotidiana non hanno nulla a che vedere con la sostenibilità e l'ambientalismo? 

La risposta, purtroppo, è "tante volte". Tante volte sono proprio le aziende meno sostenibili a darsi quella patina di "ecologismo" necessaria per distogliere l'attenzione dei consumatori dall'impatto disastroso delle loro attività produttive.

Come in ogni campo, anche in quello della Green Economy c'è chi parla, e chi agisce. In Tubus System, possiamo affermare di essere tra quelli del secondo gruppo.

  

Facciamo Green Economy da più di 20 anni


Tubus System, infatti, è nata con l'esplicito e primario obiettivo di offrire un'alternativa sostenibile - sia a livello ambientale che a livello economico - al tradizionale approccio manutentivo degli impianti di scarico.

Il relining dei tubi è green perché:

  • produce una quantità di rifiuti pari a zero; non immette dunque nuovi rifiuti in un sistema di smaltimento già saturo e zoppicante!
  • ricicla ciò che verrebbe comunemente considerato "rifiuto" - un tubo vecchio e ammalorato - utilizzandolo come stampo (o struttura di sostegno) per la creazione di tubi nuovi;
  • utilizza materiali atossici, in particolare una plastica rinforzata in vetroresina priva di inquinanti e bisfenolo A, ma anche e soprattutto completamente riciclabile a fine vita.

  

Non solo, ma il relining di Tubus System offre una soluzione stabile e sicura, realizzando impianti di scarico con una durata di vita di almeno 50 anni. Come vedi, il rispetto per l'ambiente, declinato in metodi produttivi circolari e sostenibile, è possibile non solo a parole, ma anche nei fatti.

   

Il premio Legambiente dimostra che Tubus System è la scelta più sostenibile che puoi prendere.
Un futuro migliore dipende dalle scelte che facciamo.
Premio LEGAMBIENTE

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