Intervista relining amianto Torino

TUBI DI SCARICO IN AMIANTO RIGENERATI SENZA DEMOLIZIONI PER 230 FAMIGLIE

Il più grande intervento di risanamento dei tubi di scarico in amianto mai fatto in Italia raccontato dai protagonisti dell’operazione: Paolo Fugazza, CEO di Tubus System e Walter Giachero di Atc Piemonte Centrale.

 

Vi abbiamo già parlato del più grande intervento di risanamento di tubi di scarico in amianto mai avvenuto in Italia, che ci ha visto protagonisti insieme ad ATC Agenzia Territoriale per la Casa della Provincia di Torino, ASL Azienda Sanitaria Locale 1 Torino e ISOVIT bonifiche. 

Un progetto che merita una grande attenzione considerando la sua portata, i suoi contenuti innovativi e il suo risvolto positivo non solo per i condòmini degli edifici interessati, ma in generale per tutta la città di Torino, in virtù del beneficio ambientale conseguito. I dati alla base bastano per far comprendere la portata di questo progetto: 72 colonne verticali di scarico ripristinate grazie alla nostra esclusiva tecnologia brevettata, un procedimento in grado di operare in endoscopia, senza la necessità di rimuovere le tubazioni esistenti.

Pubblichiamo qui l'intervista sull’argomento al nostro Paolo Fugazza (CEO Tubus System Italia) e a Walter Giachero (Direttore dei lavori per Atc Piemonte Centrale): due figure chiave in questa progettualità.

 

Arch. Fugazza facciamo subito chiarezza: quali difficoltà si incontrano nel trattamento dell’amianto?

L’amianto è un veleno invisibile e molto insidioso; per evitare rischi di contaminazione e tutelare la salute delle persone, è fondamentale che gli interventi siano sempre affidati ad aziende specializzate e certificate, con personale dotato di patentino. L’amianto è pericoloso quando si presenta in forma friabile: la rottura, l’abrasione o il taglio provocano la dispersione nell’aria delle sue fibre le quali, se inalate, provocano gravissime patologie all’apparato respiratorio. Se il tubo in eternit è vecchio e usurato (ed è quasi certo che lo sia, visto che l’eternit è stato bandito dal mercato nel 1992) e rischia di rompersi in uno o più punti, allora va risanato completamente prima che disperda le sue fibre.

 

Sappiamo che l’intervento eseguito nella città di Torino è stato il più importante in termini di dimensione a livello nazionale. Quali sono gli elementi a cui occorre prestare attenzione quando ci si confronta con un lavoro di questo tipo?

La programmazione è stato sicuramente l’elemento più importante e, dato che l’intervento svolto è stato unico nel suo genere, sicuramente non sarebbe stato possibile senza la costante collaborazione dell’Atc e di Isovit srl, impresa specializzata in lavorazioni su amianto. La prima è stata molto attenta nell’organizzazione pre-intervento e attiva nella gestione dei condòmini durante le lavorazioni; la seconda ha fornito un prezioso e costante supporto a tutte le attività di cantiere ed è stata sempre rapida e disponibile a risolvere gli inevitabili imprevisti.

 

Il relining delle tubazioni di scarico, il vostro core business, utilizza una tecnologia innovativa ed esclusiva: in cosa consiste il“metodo Tubus System”?

Tubus System offre una soluzione sostenibile, definitiva e senza disagi per semplificare le attività quotidiane dei suoi clienti. In pratica, operiamo senza demolizioni e senza alcun disagio per riportare in piena efficienza i vecchi impianti di scarico, che statisticamente influiscono maggiormente sui costi di manutenzione e di riparazione dei danni negli edifici con più di 50 anni. Grazie alle nostre attrezzature esclusive, le tubazioni vengono ispezionate, pulite e ricostruite in endoscopia, quindi senza produzione di macerie e rumori e senza disagi per gli occupanti degli edifici.

 

L’intervento sui tubi di scarico appena concluso nella città di Torino ha segnato un passaggio fondamentale nella vostra storia, ma quest’ultima è ricca di altrettanti progressi conquistati nel corso di quasi trent’anni…

Esatto, tutto è iniziato negli anni ’90 quando in Svezia qualcuno si è fatto una domanda: “Perché continuare a fare le cose come gli altri? È davvero necessario sostituire un tubo per renderlo efficiente?” Dall’idea di fare le cose in un modo più semplice, efficace e sostenibile è nato il metodo Tubus System. Negli anni la tecnica e la competenza si sono evolute sempre di più, tanto che oggi siamo l’azienda di relining che ha acquisito più certificazioni di qualità in Europa e sicuramente l’unica a poter esibire il certificato CE. In oltre 20 anni il gruppo è cresciuto molto e oltre a coprire tutta la Scandinavia, oggi Tubus System opera in Olanda, Germania e Italia, dove siamo operativi dal 2015. 

 

Partner fondamentale e complementare di Tubus System in questo grande progetto di risanamento di tubi di scarico è senza dubbio l’Atc del Piemonte Centrale, che ha creduto nel progetto, garantendo ai cittadini torinesi un vantaggio competitivo di assoluto rilievo.

 

Arch. Giachero quali sono i motivi per cui Atc Torino ha dovuto realizzare un intervento di questa portata sui tubi di scarico di quegli edifici?

L’intervento ha riguardato sei palazzine del complesso abitativo torinese di corso Grosseto, via Sospello, costruito nel 1930. La vetustà degli edifici e, di conseguenza, delle colonne di scarico ha reso necessario intervenire sulle stesse, ormai da tempo interessate da perdite diffuse. Lo stanziamento di 2 milioni e mezzo di euro proventi della legge Delrio per la manutenzione straordinaria del patrimonio pubblico ha reso possibile la programmazione dell’intervento; tuttavia, trattandosi di colonne di scarico in fibrocemento contente amianto, le valutazioni di progetto hanno dovuto necessariamente tenere conto dell’impatto dei lavori, che hanno interessato complessivamente 230 appartamenti, in un quartiere in cui vivono in tutto 622 famiglie.

 

Quali sono le considerazioni che hanno spinto Atc a valutare l’adozione di questa tecnologia innovativa?

Certamente le valutazioni sull’impatto sociale, considerata la particolare fragilità della nostra utenza, ci hanno fatto propendere per un intervento meno invasivo ma altrettanto efficace che non comportasse la movimentazione degli abitanti per tutta la durata dei lavori. In questo modo, il cantiere, durato circa 9 mesi, non ha comportato gravi disagi per la vita quotidiana dei residenti, limitandosi alla sospensione dell’utilizzo dell’acqua negli appartamenti dalle otto di mattina alle sei di pomeriggio per alcuni giorni.

 

I residenti come hanno accolto l’intervento?

Per limitare ulteriormente l’impatto del cantiere, Atc ha deciso di affidare a una presenza costante e fidata sul territorio un lavoro di “accompagnamento sociale” ai lavori. I tecnici dell’impresa sono stati affiancati dall’associazione Altrocanto, che già opera in quel quartiere, e che ha facilitato l’attività di comunicazione e interazione con gli abitanti, segnalando anche situazioni di particolare difficoltà (anziani, disabili). Questa task force ha permesso di procedere con i lavori senza interruzioni al cronoprogramma previsto e di aver accesso a tutte le abitazioni ove necessario.

 

A lavori conclusi, se tornasse indietro agirebbe nello stesso modo?

Certamente, sì. L’aspetto positivo di questo intervento è che permette di ottenere lo stesso risultato che si avrebbe con la rimozione e la sostituzione in toto delle colonne di scarico, ma riducendo al minimo i lavori di demolizione e gli interventi all’interno degli alloggi, che possono dunque rimanere abitati per tutta la durata dei lavori.

 

Secondo lei come si potrebbero incentivare altre città ad affrontare un progetto di questa dimensione e valore?

Certamente il racconto di esperienze come la nostra, dove la valutazione finale, in termini di riuscita, è senza dubbio positiva, possono rappresentare un buon modello per altre città o enti che debbano affrontare lavori di manutenzione straordinaria di simile impatto. Per amministrazioni pubbliche come la nostra, naturalmente, l’impulso è sempre costituito dalla presenza di finanziamenti ad hoc.

 

La riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, come è chiaro, passa anche attraverso la messa in sicurezza ambientale degli edifici.

 

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